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venerdì 3 agosto 2007

UE: allarme anche in Europa per giocattoli mattel made in cina

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) accoglie con piacere la notizia della convocazione della Mattel da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per accertarsi che non vi siano rischi per la sicurezza dei consumatori italiani riguardo alla vicenda dei giocattoli pericolosi a marchio Fisher-Price.

L’associazione, che proprio ieri aveva chiesto un intervento al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute, chiede anche che sia istituita una Commissione di inchiesta sulla sicurezza dei giocattoli, in particolare su quelli di importazione, coinvolgendo anche le associazioni dei consumatori.

“Da alcuni anni il Movimento Difesa del Cittadino - dichiara Antonio Longo, presidente MDC - ha espresso forti preoccupazioni per l’aumento esponenziale dell’importazione di giocattoli Made in China e da altri Paesi che non garantiscono il controllo sui prodotti nocivi (collanti, coloranti, impianti elettrici, materie plastiche, etc.) utilizzati nella produzione di giocattoli destinati spesso ai piu’ piccoli”.

giovedì 26 luglio 2007

Il medico della Sampdoria salva la vita a un turista

Dai ritiri delle squadre di calcio di serie A non arrivano solo storie di diatribe contrattuali o gossip sull'ennesimo flirt, ma anche storie come quella di Amedeo Baldari, dal 1984 medico della Sampdoria, che come racconta il quotidiano Gazzetta dello Sport ha salvato la vita di un turista con un tempestivo intervento notturno.

"Corri qui. C'è un uomo per terra". Ecco la richiesta d'aiuto giunta per telefono a Baldari la notte del 24 luglio. Una corsa dall'albergo Catinaccio, che ospita il ritiro blucerchiato, questione di un minuto. "Ho portato con me la borsa, e all'arrivo in hotel", racconta il medico sampdoriano, "mi sono trovato davanti quest'uomo steso a terra, del quale in realtà si sapeva ben poco. Non era ospite in quell'hotel, dove si era recato per fare visita a un paio di conoscenti. L'uomo era svenuto, aveva pressione e cuore stabili, ma un'intensa sudorazione e non rispondeva agli stimoli. C'era stato un abbassamento improvviso della glicemia, tipico delle persone che soffrono di diabete. Gli abbiamo fatto uno stick glicemico, che ha confermato la situazione". "Gli abbiamo iniettato del glucosio in vena, mentre all'arrivo dell'ambulanza del 118 è stato somministrato dell'ossigeno all'uomo, stabilizzato sul posto". Poi il trasferimento in ospedale a Cavalese per accertamenti.

Baldari non è nuovo alla soluzione di situazioni a rischio: anni fa ha salvato un allenatore degli Allievi della Sampdoria colpito da ictus in panchina durante una partita, ed è ancora viva la memoria negli appassionati di calcio di quella Sampdoria-Torino 1-2 di Coppa Italia durante la quale il medico, accortosi dalla panchina che Flachi era svenuto in seguito a uno scontro di gioco prima ancora che l'attaccante cadesse a terra, entrò in campo a perdifiato mentre il gioco era ancora in corso, evitando guai peggiori.

Ultime Notizie

mercoledì 25 luglio 2007

Prostituzione, la Toscana propone vie d'uscita dalla tratta

Si chiama Vie d'uscita la speranza per le circa 600 prostitute la cui presenza è stimata in Toscana (in realtà solo la punta di un iceberg) che potrebbero, grazie a questo progetto, liberarsi dalla schiavitù della tratta e trovare gli strumenti per inserirsi legalmente nella società.

Del progetto, realizzato grazie alla collaborazione fra sette regioni fra cui la Toscana, ha parlato oggi al Meeting antirazzista di Cecina l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commentando i dati di una ricerca presentata nel pomeriggio. Obiettivo dell'iniziativa, l'inserimento delle donne nella società per strapparle all giro criminale della prosttituzione Il progetto Vie d'Uscita si propone una approfondita analisi del fenomeno e la ricognizione delle numerose esperienze che già oggi sono state avviate in molte realtà. Il risultato finale dovrà essere l'attivazione di corsi e interventi di formazione breve, con destinatarie donne vittime della tratta inserite in programmi di protezione sociale, con l'obiettivo di facilitare il loro inserimento socio-lavorativo'. Al progetto, di cui capofila è la Regione Piemonte, aderiscono, oltre alla Toscana, Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, valle d'Aosta.

Il traffico di esseri umani è la terza fonte di profitto del crimine organizzato internazionale, dopo la droga e le armi. 'La Toscana – ricorda Simoncini - non solo non è immune dal fenomeno ma è una delle regioni maggiormente esposte al rischio dell'illegalità di strada. I dati Istat relativi al 2005 mostrano una regione esposta al rischio dell'illegalità di strada. In particolare, nei reati connessi allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, la Toscana si colloca al quinto posto nella graduatoria nazionale, dopo Piemonte, Umbria, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia'.

Lo squilibrio fra paesi ricchi e poveri, le migrazioni, i confiitti, ma anche l'uso delle nuove tecnologie e delle moderne forme di comunicazione ha favorito traffici illeciti e attività criminose che violano i diritti più elementari, costringendo di fatto in schiavitù donne e bambini, per non parlare dei traffici ancora più aberranti, di organi e tessuti umani.

Quello della tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale e della prostituzione coatta è un tema particolarmente difficile da affrontare perché il problema ha contorni estremamente sfumati e risulta, in buona parte, sommerso. 'Il problema tuttavia esiste e sembra crescere nel tempo. Per questo la Regione ha deciso di partecipare, insieme ad altre regioni interessate al fenomeno, a un progetto che si pone come obiettivo quello di creare condizioni di rispetto della legalità e, nello stesso tempo, tutelare i diritti di queste persone. Fra questi diritti c'è anche quello al lavoro, un diritto importante per il quale ci battiamo a norme di tutte le donne ma che diventa vitale per quelle che intraprendono il difficile e pericoloso percorso di uscita dal tunnel dello sfruttamento'.

'Lungi dall'aver subito attenuazioni – prosegue l'assessore Simoncini – questo fenomeno continua ad insinuarsi in una società che presenta larghi margini di disponibilità ad accoglierlo. La prostituzione e, in particolare, la prostituzione coatta ha subito radicali cambiamenti per sfuggire alle varie forme di controllo arrivando a creare convivenze e, in certi casi, connivenze con gli strati più diversi della società'.

Dal pancreas cellule staminali in grado di produrre insulina

Cellule staminali che potrebbero essere utilizzate per curare il diabete sono state individuate nel pancreas umano. A questo risultato è giunto all’Università di Siena il gruppo di ricercatori coordinati dal professor Vincenzo Sorrentino. Gli scienziati, il cui lavoro è in pubblicazione sulla rivista Cell Death and Differentiation, sono riusciti a dimostrare che è possibile isolare dalle isole pancreatiche di soggetti umani adulti una popolazione di cellule che possono essere cresciute in laboratorio e che hanno la capacità di differenziarsi in diversi tipi cellulari, tra cui cellule adipose, cellule ossee e cartilagine.

La scoperta sostanziale a cui è giunta l’équipe di Sorrentino è la capacità di queste cellule di produrre insulina, dopo opportune manipolazioni in laboratorio. L’ identificazione di queste cellule staminali nel pancreas umano apre dunque la strada allo sviluppo di terapie da utilizzare in soggetti affetti da gravi forme di diabete, basate sul trapianto di cellule producenti insulina.

Tutti pazzi per la caffeina, droga legale

Il consumo di caffè, tè e bevande energetiche è salito alle stelle. Perché la nostra società sembra dipendere così fortemente dalla caffeina? Se lo domanda il settimanale Newsweek in un’inchiesta, che arriva alla conclusione che la caffeina è una droga conveniente e sicura.

Le truppe statunitensi in Iraq consumano 1700 confezioni l’anno di Ranger Coffee, un caffè solubile speciale che contiene una dose doppia di caffeina (una tazza equivale a 6 Diet Coke), ma non occorre essere soldati in guerra per essere drogati di caffeina: le vendite di bevande energetiche come la Red Bull si sono decuplicate dal 2001 a oggi, e ogni mese nuovi prodotti simili invadono il mercato. Prodotti che già contenevano caffeina stanno aumentando le dosi (Pepsi Diet, Jolt, Mountain Dew, etc.).

Da dove nasce il bisogno di tanta energia che sembra averci posseduto tutti? Il luogo comune vuole che al giorno d’oggi si dorma meno e lavori di più, ma recenti inchieste hanno rivelato che la quantità media di ore di sonno negli adulti è la stessa dal 1960 e le ore lavorative nell’ultimo mezzo secolo sono addirittura diminuite: e allora?

“Semplice, la caffeina è una droga legale, la più popolare al mondo”, spiega David Schardt, nutrizionista al Center for Science in the Public Interest. “La caffeina altera l’umore, aumenta la concentrazione, aumenta la resistenza fisica, aiuta a sconfiggere le emicranie. Più del 50 per cento dei forti consumatori di caffeina riportano esperienze di crisi d’astinenza quando smettono”.

E inoltre, si tratta di una droga sostanzialmente sicura: “Non si conoscono effetti collaterali della dipendenza da caffeina”, giura Roland Griffiths, neuroscienziato all Johns Hopkins School of Medicine. “A meno che uno non ingerisca un’overdose...” Il sito internet Energyfiend.com ha lanciato un contatore di morte per caffeina che sostiene che 44 tazze grandi di caffè siano in grado di mandare l’incauto bevitore all’altro mondo. Prima o poi qualcuno ci proverà, vedrete.

martedì 24 luglio 2007

Snami, l'alcool distrugge il futuro

Medici SNAMI nelle scuole per prevenire i danni da alcool. E' quanto emerso dall'Esecutivo Nazionale SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), riunitosi a Milano il 21 luglio. “La campagna permanente anti alcool ‘L'alcool distrugge il futuro’ - dice Mauro Martini, Presidente Nazionale SNAMI - avrà nei medici del sindacato il suo punto di riferimento”.

“Invieremo nelle scuole medie inferiori i nostri medici - prosegue Martini - che spiegheranno agli adolescenti i pericoli dell'alcool derivati da un uso improprio”. “Abbiamo scelto il triennio delle medie inferiori - spiega il leader SNAMI - perchè i ragazzi a quell'età sono più ricettivi degli studenti delle superiori già più ‘smaliziati’ in tema di dipendenze. Quindi, riteniamo gli alunni delle medie inferiori un terreno più fertile per fare prevenzione sull'alcool”.

“Il progetto Snami punta a inserire nelle scuole – chiarisce Martini - corsi di educazione sanitaria per fornire informazioni precise sui danni da alcool con l'obiettivo di chiarire alle nuove generazioni i pericoli dell'alcol e gli effetti sull'organismo e sulle facoltà mentali”. “L'esecutivo – conclude il Presidente SNAMI - ha quindi fatto una scelta prioritaria entrando nel sociale e vuole contribuire nei fatti alla prevenzione delle stragi del sabato sera da alcool”.

Contro gli incidenti causati dall'alcool, medici SNAMI in prima fila. "E' una carneficina quella che leggiamo tutti i giorni - dice amaramente Francesco Pecora, Vice Presidente Nazionale SNAM I(Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) - causata da auto impazzite, guidate da conducenti ubriachi, spesso poco più che adolescenti. Un bollettino di guerra non sarebbe più agghiacciante”.

“Per questo motivo – aggiunge il vice Presidente SNAMI - lanciamo un appello alle istituzioni, Ministero della salute in primis, Regioni, Province, comuni e Confindustria, affinché si facciano parti attive nel supportare la nostra campagna permanente antialcool "L'alcool distrugge il futuro".

“Vorremmo che la campagna permanente antialcool si estendesse a tutto il territorio nazionale - continua Pecora -. Il nostro progetto è inserire nelle scuole corsi di educazione sanitaria, e nello specifico conoscitiva sui danni da alcool, condotte da medici SNAMI che spieghino alle nuove generazioni i pericoli dell'alcool, sull'organismo e sulle facoltà mentali, onde prevenire una serie gravissima di conseguenze tra le quali i morti sulle strade, seguendo il motto ‘conoscere per deliberare’”.

“Vogliamo – prosegue il sindacalista SNAMI - dare il nostro contributo, da un punto di vista etico, come medici e cittadini e genitori: a settembre partiranno le nostre iniziative a livello nazionale che saranno discusse nel prossimo esecutivo SNAMI del 20 luglio. “Non entriamo nel merito delle leggi – interviene il Presidente SNAMI Mauro Martini - e non vogliamo suggerire soluzioni per modificare regolamenti, pene o sanzioni, perché non è il nostro compito.

“Riteniamo però – conclude il Presidente SNAMI - che il ripristino del certificato anamnestico propedeutico al rilascio o al rinnovo della patente di guida, da parte del medico di famiglia, possa rappresentare un contributo per prevenire stragi che possono essere evitate”.

Antidepressivi e comportamento suicidario

Visto il parere del Pharmacovigilance Working Party dell'EMEA (ottobre 2005) riguardante il comportamento suicidario e i sintomi da sospensione per gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina e quello successivo (giugno 2007) riguardante il comportamento suicidario per tutti i farmaci antidepressivi, della sottocommissione di farmacovigilanza (giugno 2007) e quello della Commissione tecnico scientifica dell'AIFA (giugno 2007), con il fine di tutelare la salute pubblica, sono stati modificati gli stampati delle specialità medicinali contenenti antidepressivi.

Per tutti è stato posto l'accento sull'ideazione/comportamento suicidario, richiamando l'attenzione del medico su una attenta gestione dei pazienti depressi in trattamento con questi farmaci.

Per quanto agli inibitori della ricaptazione della serotonina, viene posto l'accento sulla sospensione del trattamento, che deve essere attentamente monitorata e graduale nel tempo, in modo da prevenire la comparsa di sintomi da sospensione.

Cialis, un viagra con meno effetti collaterali

Il Cialis one day, un viagra che presenta meno effetti collaterali rispetto agli altri farmaci per le disfunzioni erettili, � stato approvato dall'Agenzia europea per i medicinali. L'Emea, ultimata la valutazione del Tadalafil, la molecola che costituisce il principio attivo del Cialis, ha espresso definitivamente il proprio parere favorevole sulla vendita del farmaco nel nostro continente e ha annunciato che la nuova pillola potr� essere acquistata presso le farmacie italiane ed europee verso fine anno, tra ottobre e novembre 2007.

Il Cialis � efficace nella cura di vari disturbi come impotenza, disfunzione erettile, problemi vascolari causati dal diabete, problemi sessuali successivi ad un intervento alla prostata e blocchi psicologici, tutto questo limitando i classici effetti collaterali (in determinate situazioni abbastanza gravi) tipici di medicinali analoghi.

Geoff Hackett, presidente della Societ� inglese di Medicina sessuale (British Society of Sexual Medicine), spiega che il nuovo "viagra", a differenza della classica pillola blu, va preso quotidianamente, una dose massima di 5 mg al giorno da ridurre fino a 2,5 in base alla tollerabilit� dell'individuo. Molti uomini considerano gli effetti collaterali come dolori muscolari, mal di testa, congestioni nasali, vampate al viso ecc., secondari rispetto alla possibilit� di avere un rapporto sessuale soddisfacente. Grazie al Cialis, giorno dopo giorno, si crea nel sangue un plafond di principio attivo che stabilizza gli effetti desiderati e riduce quelli indesiderati. Hackett evidenzia che il nuovo viagra sar� perfetto per quelle persone che vogliono fare sesso con assoluta spontaneit�, soprattutto se sono gi� abituati a prendere terapie quotidiane per altre patologie.

Giovanni Spera, docente di medicina interna ed endocrinologia presso l'Universit� "La Sapienza" di Roma, spiega che il Cialis one day porta notevoli benefici per tutti i pazienti "non responder", gli individui che non traggono il massimo beneficio da un'assunzione di tipo occasionale. L'assunzione giornaliera di una pillola di Cialis da 5 mg, a parit� d'efficacia, consente una costante azione del principio attivo nella riabilitazione vascolare senza che per questo aumentino gli effetti collaterali, inoltre, sui pazienti si produce un beneficio di tipo psicologico.

La commercializzazione del Cialis, gi� nelle sue versioni precedenti da 10 e 20 mg, aveva portato notevoli benefici per i pazienti. Alcuni studi evidenziarono che pur agendo come il Viagra, risultava 700 volte pi� selettivo nell'inibire la fosfodiesterasi tipo 5 (PDE5i) e quindi nel favorire l'erezione. Ora, grazie alla nuova versione, il Cialis one day, pur non trattandosi di una nuova rivoluzione per quanto riguarda il principio attivo che rimane il Tadalafil, si permetter� ai pazienti di avere dei rapporti sessuali meno "artificiali" in quanto non dovranno pianificare i loro momenti d'intimit�.

lunedì 23 luglio 2007

Ha il cervello piccolo come un uovo

Ha un cervello piccolo come un uovo di gallina, ma è una persona assolutamente normale con un quoziente intellettivo di 75, appena dieci punti in meno rispetto alla livello medio che è 85. Come questo sia potuto accadere è un enigma per i neurologi di un ospedale di Marsiglia, che si sono trovati di fronte alla Tac della testa di un impiegato di 44 anni che conduce una vita tranquilla malgrado il suo cervello sia il dieci per cento della grandezza abituale. Il resto del cranio è vuoto.

La scoperta dell'equipe del dottor Lionell Fuillet dell'ospedale 'de la Timone' nel capoluogo della Francia meridionale sarà pubblicata domani sulla rivista medica britannica Lancet.

I dottori hanno ricostruito la storia medica del paziente e hanno individuato la probabile causa della sorprendente configurazione cerebrale con un un grave episodio di idrocefalia, l'accumulo di liquido spinale nei ventricoli cerebrali, all'età di sei mesi. Per superare il problema venne sottoposto a un intervento per rimuovere l'eccesso di liquido che comprimeva la piccola "massa" cerebrale, che in seguito non si è ulteriomente sviluppata.

"Gli esami di laboratorio hanno rivelato delle immagini veramente inusuali - ha spiegato all'agenzia France Presse il neurologo Lionel Feuillet - il cervello, sia la materia grigia che quella bianca, è completamente compresso sulla parete della scatola cranica, e nonostante ciò l'uomo riesce a condurre una vita normale".

"Non è il primo caso riportato di persone che con importanti lesioni riescono a mantenere delle buone capacità cognitive, anche se i danni al cervello di questo paziente sono impressionanti - commenta Alfonso Caramazza, direttore del Centro Interdipartimentale Mente Cervello (Cimec) dell'università di Trento - negli anni '60 ad esempio l'epilessia grave si curava togliendo metà del cervello, eppure i bambini sviluppavano delle eccellenti capacità cognitive all'età di 18-20 anni. E' un esempio della plasticità del cervello, che riesce comunque a funzionare pur essendo danneggiato, secondo meccanismi che ancora sono del tutto sconosciuti. Bisogna inoltre sfatare il mito che le dimensioni del cervello sono proporzionali alle capacità: basti pensare che Einstein, secondo uno studio di due anni fa, aveva un cervello più piccolo della media".

venerdì 20 luglio 2007

"Pronto medico", per 12 ore consigli al telefono

Dal 1° luglio è in vigore l’accordo aziendale di distretto stipulato da F.I.M.M.G. (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e dalle ASL 20 – 21 – 22, che stabilisce le linee e le caratteristiche del servizio.

Già negli anni scorsi le aziende sanitarie della nostra provincia ed i medici avevano offerto sperimentalmente questo tipo di servizio, ma ora il documento siglato dalle parti rende ufficiale e uniforme su tutto il territorio modalità e costi della contattabilità "H12", inserendolo negli accordi di budget.

Il nuovo servizio riguarda i circa 400 Medici di Famiglia che operano nell’alessandrino e si propone di migliorare la fruibilità delle prestazioni sanitarie, riducendo le difficoltà dei cittadini nell’accesso al servizio. Nel contempo contribuisce ad individuare il Medico di Medicina Generale come il professionista prioritario da contattare, mirando ad un utilizzo appropriato delle risorse economiche, umane, tecnologiche e logistiche disponibili.

In attesa che venga emanata la normativa regionale in merito, l’adesione dei Medici è su base volontaria e rende effettivo il servizio di contattabilità telefonica per 12 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle 20.00. Il sabato e in tutti i prefestivi l’orario è dalle 8.00 alle 10.00.

La contattabilità "acca 12" viene garantita dal medico, attraverso l’uso sia di telefonia fissa che mobile, in modo da garantire il carattere di continuità. Qualora vi fosse necessità di ricorrere all’utilizzo della segreteria telefonica, l’accordo prevede che il medico contatti il proprio paziente entro 2 ore dalla chiamata.

L’investimento delle ASL 20 – 21 – 22 per realizzare il Servizio H12 ammonta a circa 2 milioni di €. Un investimento non da poco ma, fanno sapere dall’Asl, inciderà positivamente sugli accessi in Pronto Soccorso (almeno nei giorni feriali), e migliorerà il dialogo con il medico curante.

L’accordo per il Servizio H12 di contattabilità telefonica dei Medici di Famiglia sul territorio della Provincia di Alessandria decorre da 1° luglio 2007 sino al 30 giugno 2008.

giovedì 19 luglio 2007

Diffusione vaccino anti-tumore uterino: a che punto siamo?

A breve il vaccino contro il tumore del collo dell’utero sarà disponibile anche nei Paesi in via di sviluppo: l'OMS ha infatti accettato la richiesta di certificazione per la verifica del rispetto dei criteri di qualità, sicurezza ed efficacia da parte dell’Agenzia delle Nazioni Unite, comprese l’Unicef e il Paho (Pan American health Organization). In questo modo il vaccino sarà disponibile a prezzi estremamente bassi nei paesi rientranti nel Gavi (The Global Alliance for Vaccines and immunization) che, senza questo tipo di iniziativa, rimarrebbero esclusi dalla possibilità di vaccinare le donne delle loro popolazioni contro la seconda causa di morte per tumore nel mondo.

Il vaccino, a oggi, è stato approvato in circa 80 paesi, compresi quelli che fanno parte dell’Unione Europea (EU), gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, oltre a molti paesi dell’Africa e dell’Asia. Ulteriori approvazioni in altri paesi sono in corso.

In Italia, grazie all’intervento del Ministro della Salute Livia Turco, è stato dato il via all’offerta gratuita del vaccino per tutte le 12enni. Attualmente l’unica Regione a essere partita con una campagna di vaccinazione gratuita è la Basilicata. A breve partirà anche la Sicilia. In particolare inizierà il 24 settembre la vaccinazione contro 4 tipi di Papilloma Virus umano, 2 dei quali responsabili, nelle donne, di circa il 70-75% dei tumori del collo dell'utero. A essere chiamate alla vaccinazione attraverso avvisi inviati a casa, segnalazioni dai pediatri e da parte dei centri vaccinali, saranno le bambine di 11 anni.

Secondo gli studi clinici effettuati dalla Regione, però, per ottenere un valido risultato nel breve e medio termine la strategia più adatta dovrebbe riguardare non la sola coorte delle undicenni, ma anche quelle di 17 e 24 anni. Per le altre regioni si parla di un avvio delle campagne di vaccinazione a gennaio 2008.

Conservate così frutta e verdura

La frutta è ben matura, gli ortaggi sono di stagione, e anche il tempo libero è di più: niente di meglio che dedicarsi alle conserve casalinghe, abitudine ancora diffusa e consolidata. Non esente però da qualche rischio. Il più temuto, a ragione, visto che può anche provocare la morte, è il botulino. Ma ci sono anche altri microrganismi, a cominciare dalle muffe, che possono provocare più di un fastidio. Come regolarsi per non rinunciare a mettere sotto vetro i prodotti di stagione?

"Innanzi tutto bisogna scegliere con cura i prodotti, frutta o verdura che siano", premette Alberto Ritieni, professore di Micronutrienti e Contaminanti alimentari all'università Federico II di Napoli, "e devono essere freschi e di buona qualità. Il passaggio successivo è il barattolo: ottimi quelli di vetro con coperchi di metallo, purché siano integri, senza ammaccature o tracce di ruggine. Meglio evitare quelli che hanno anche il coperchio di vetro, le guarnizioni di gomma e la chiusura a scatto: non sono altrettanto sicuri. Diamo per scontato, poi, che la preparazione avvenga in un contesto igienico molto controllato".

In sintesi vuol dire "pulizia accurata di frutta e verdura, meglio se con acqua e bicarbonato", puntualizza Paolo Aureli, responsabile del centro "Qualità degli alimenti e rischi alimentari" dell'Istituto Superiore di Sanità, "dei piani di lavoro dove si procede alla manipolazione e al taglio degli alimenti, ma anche degli utensili. È importante sciacquare sempre il coltello usato per sbucciare o affettare prima di usarlo per altro".

Preparare una conserva richiede infatti una serie di operazioni e di manipolazioni successive che inevitabilmente inducono dei rischi. Ecco perché è opportuno preparare tutto senza fretta, con attenzione, e con il rispetto scrupoloso delle norme igieniche. Cominciamo con le conserve di frutta, che in realtà pongono qualche problema solo se preparate con quantità insufficienti di zucchero. "Mai meno del 50 per cento", continua Aureli, "in caso contrario, appena aperto il barattolo, la confettura si ammuffisce, e bisogna buttare via tutto perché il prodotto è danneggiato fino a parecchi centimetri di profondità. Per la preparazione, basta versare il composto bollente nei barattoli puliti e riscaldati, e chiuderli".

Un suggerimento importante arriva da Antonio Rigoni, responsabile tecnico della produzione della Rigoni di Asiago: una volta riempiti, i barattoli vanno capovolti in modo che il calore del composto tocchi anche i coperchi oppure vanno bolliti in acqua per una decina di minuti dal bollore per pastorizzare anche il contenitore. In entrambi i casi i vasetti vanno raffreddati in acqua per evitare che il calore continui a degradare il prodotto, che perderà colore e assumerà un sapore caramellato. Le tecniche di produzione industriale comunque si avvalgono di strumenti che non si trovano in famiglia: basti pensare che dall'inizio della lavorazione della frutta alla pastorizzazione finale passa solo un'ora.

Serve più prudenza, invece, per le verdure sott'olio. Che, prima di essere messe in barattolo, vanno acidificate, cioè bollite in acqua e aceto. "Alcuni le bolliscono in aceto puro", prosegue Ritieni, "ma è esagerato, basta anche la metà o un po' meno. È importante invece far asciugare bene gli alimenti, prima di infilarli nel vasetto, e stringerli per evitare camere d'aria prima di colmarli d'olio". Poi, continua Aureli, "serve una bollitura adeguata, in pentola a pressione, o in una normale, prestando attenzione che l'acqua superi sempre il tappo del barattolo, e regolandosi in modo che anche l'interno del prodotto arrivi a 90 gradi. Il tempo dipende dalla dimensione del barattolo, dallo spessore del vetro, ma insomma non basta qualche minuto. Una volta aperti, i barattoli vanno tenuti in frigorifero".

Questo discorso vale anche per la passata di pomodoro o per il pomodoro pelato, che non vanno acidificati peché sono acidi di per sé, ma vanno sempre bolliti dopo la preparazione.

Pompelmo, menopausa e cancro al seno

Nelle donne in menopausa mangiare un quarto di pompelmo al giorno potrebbe incrementare del 30 per cento il rischio di sviluppare il cancro al seno. Questa è la conclusione di uno studio, pubblicati sul British Journal of Cancer (Luglio 2007), condotto da alcuni ricercatori dell'università della California del sud e dell'università delle Hawaii.

Ad un campione di circa 50 mila donne è stato chiesto di rispondere a un questionario grazie al quale i ricercatori hanno fatto un'anamnesi utile per valutare il quadro clinico delle pazienti, fra le varie domande c'erano anche quelle relative alle abitudini alimentari. Stando a quanto riferito dai ricercatori, il pompelmo sembrerebbe indiziato per via della sua capacità di aumentare i livelli di estrogeni, l'ormone femminile associato alle maggiori probabilità di contrarre il tumore della mammella.

Studi precedenti avevano già dimostrato che alcuni flavonoidi naturali presenti nel succo di pompelmo (narigenina, quercitina) erano in grado di inibire il CYP3A4 interferendo nel metabolismo degli estrogeni causando di conseguenza un aumento degli ormoni femminili.

Considerando che risulta ormai appurato che gli estrogeni sono un fattore di rischio, ci sono studi che hanno dimostrato un lieve aumento di rischio di cancro mammario dopo 10 anni o più dall'inizio della assunzione di estrogeni in post-menopausa, è plausibile temere che i pompelmi aumentino le possibilità di contrarre questo tipo di neoplasia.

I ricercatori evidenzia però che serviranno ulteriori studi e i dati ottenuti da questa ricerca legano il consumo del frutto, e non del succo di pompelmo, all'insorgenza del cancro al seno.

Pompelmo e interazione con i farmaci
Verso la fine degli anni ottanta è stato scoperto per caso che il succo di pompelmo interferiva con i farmaci. Durante un esperimento che aveva l'obiettivo di valutare l'effetto dell'alcol sulla Felodipina, era stato utilizzato del succo di pompelmo per mascherare il sapore dell'etanolo. Nonostante i dosaggi di Felodipina fossero quelli normalmente impiegati, sia l'azione sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca sia il rischio di ipotensione ortostatica risultarono molto più accentuati. In un esperimento successivo si dimostrò che l'assunzione di una dose di Felodipina con un bicchiere (200-250 ml) di succo di pompelmo poteva raddoppiare la concentrazione plasmatica al picco del farmaco con un effetto raddoppiato della risposta cardiovascolare (Lancet 1991;337:268).

Quanto dura l'effetto del succo di pompelmo?
La diminuzione delle concentrazioni di CYP3A4 inizia a manifestarsi dopo circa 4 ore dall'ingestione di succo di pompelmo e si prolunga fino alle 24 ore. A causa di questa notevole durata, l'assunzione separata del farmaco e del succo non è in grado di prevenire l'interazione.

Per quanto riguarda l'iterazione del pompelmo con i farmaci nella maggior parte degli studi sono stati valutati gli effetti del succo, in un numero ristretto si è però anche esaminata l'assunzione del frutto. Si è riscontrato che anche gli spicchi frullati e un estratto della buccia causano un aumento della biodisponibilità della Felodipina. E' quindi probabile che interazioni analoghe a quelle indotte dal succo si presentino anche in seguito ad ingestione del frutto intero.

martedì 17 luglio 2007

Cristelli su vaccino contro tumore del collo dell'utero

A breve il vaccino contro il tumore del collo dell’utero sarà disponibile anche nei Paesi in via di sviluppo. E’ stata infatti presentata la richiesta di certificazione all’OMS per la verifica del rispetto dei criteri di qualità, sicurezza ed efficacia da parte dell’Agenzia delle Nazioni Unite, comprese l’Unicef (The United Nations Children’s Fund) e il Paho (Pan American health Organization).

La richiesta è stata accetta dall’OMS e rappresenta il passo fondamentale verso l’accesso globale ai vaccini, soprattutto da parte dei Paesi del terzo mondo. In questo modo Gardasil sarà disponibile a prezzi estremamente bassi nei paesi rientranti nel Gavi (The Global Alliance for Vaccines and immunization) che, senza questo tipo di iniziativa, rimarrebbero altrimenti esclusi dalla possibilità di vaccinare le donne delle loro popolazioni contro la seconda causa di morte per tumore nel mondo.

A tal proposito bisogna ricordare che Gardasil è l’unico vaccino contro il Papilloma virus umano che protegge dai quattro tipi di virus – 6, 11, 16 e 18 - responsabili della maggior parte delle patologie genitali causate dall’HPV, compresi il 70- 75% dei casi di cancro di collo dell’utero. Studi clinici, che hanno coinvolto più di 20 mila donne, hanno dimostrato come Gardasil offra una prevenzione del 100 per cento delle lesioni pre-cancerose e potenzialmente pre-cancerose del collo dell’utero, di quelle della vulva e della vagina e dei condilomi genitali causati dai 4 tipi di Papillomavirus Umano 6, 11, 16 e 18.

Merck, azienda madre di Sanofi Pasteur MSD, produttrice di Gardasil sta lavorando attivamente per accelerare la disponibilità del vaccino nei paesi in via di sviluppo. Gli studi clinici per il suo sviluppo hanno già coinvolto tra i partecipanti 33 paesi appartenenti a 5 continenti, in diverse realtà. Studi clinici nei paesi in via di sviluppo sono stati avviati per valutare l’efficacia di Gardasil in altri ambienti. Merck fornirà Gardasil e il supporto tecnico all’organizzazione no-profit PATH per supportare gli studi dimostrativi al fine di accelerare la disponibilità dei vaccini contro il Papillomavirus Umano nei paesi più poveri. Studi clinici con il PATH sono in corso in India, Perù e Vietnam. Merck sta infine lavorando con il Consiglio di ricerca Medica dell’India per studiare Gardasil in India.

“I vaccini salvano ogni anno la vita di 3 milioni di bambini. Grazie alla richiesta di certificazione all’OMS, la cui risposta mi auguro arrivi in tempi rapidi, anche milioni di donne in tutto il mondo avranno un’opportunità in più per la loro salute. Questa iniziativa – spiega Daniel J. Cristelli, amministratore delegato di Sanofi Pasteur MSD - conferma ancora una volta il nostro impegno verso la salute dei cittadini di tutto il mondo e in particolare di quelle donne, che per condizioni geografiche, sociali ed economiche non possono accedere alle stesse opportunità di salute offerte nei Paesi che godono di un maggiore benessere. Dopo l’approvazione dell’Oms, sarà finalmente possibile abbattere queste disparità e garantire a tutte le donne del mondo l’arma più efficace contro la seconda causa di morte per tumore”.

Il vaccino, ad oggi, è stato approvato in circa 80 paesi, compresi quelli che fanno parte dell’Unione Europea (EU), gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, oltre a molti paesi dell’Africa e dell’Asia, incontrando sempre un ampio consenso. Le approvazioni sono state ottenute, molto spesso, attraverso tempi e procedure accelerate, come ad esempio in sei mesi degli Stati Uniti o i nove dell’Europa, in cui solitamente i tempi di revisioni coprono un arco di tempo che va dai 13 ai 15 mesi. Ulteriori approvazioni sono in corso, da parte degli uffici regolatori di molti paesi in tutto il mondo.

Nel mondo il cancro del collo dell’utero è il secondo tumore che colpisce le donne e la seconda causa di morte. A livello globale sono circa 500 mila le donne che ogni anno ricevono una diagnosi di cancro del collo dell’utero e circa 300 mila quelle che muoiono a causa di questa malattia. La prevalenza del cancro del collo dell’utero è stimata essere di 1.4 milioni di casi in tutto il mondo.

In Italia, grazie all’intervento del Ministro della Salute, Livia Turco, è stato dato il via all’offerta gratuita di Gardasil per tutte le 12enni. In aggiunta all’offerta pubblica, il Consiglio Superiore di Sanità, in linea con le indicazioni dell’Emea, l’Ente europeo per il farmaco, ha sottolineato la necessità di avviare un programma di vaccinazione che includa le donne di 25 anni e quelle appartenenti a una terza coorte intermedia: in questo modo sarà possibile raggiungere la copertura totale della popolazione italiana in circa 8 anni e non in 40 come accadrà, invece, se l’offerta pubblica resterà raccomandata solo per le 12enni.

Attualmente l’unica Regione ad essere partita con una campagna di vaccinazione gratuita è la Basilicata. Dal 1° luglio, infatti, in questa regione possono vaccinarsi gratuitamente contro il tumore del collo dell’utero non solo le 12enni, ma anche le giovani donne di 15, 18 e 25 anni. A breve partirà anche la Sicilia. In particolare inizierà il 24 settembre la vaccinazione contro 4 tipi di Papilloma Virus umano, 2 dei quali responsabili, nelle donne, di circa il 70-75% dei tumori del collo dell'utero. Ad essere chiamate alla vaccinazione attraverso avvisi inviati a casa, segnalazioni dai pediatri e da parte dei centri vaccinali, saranno le bambine di 11 anni. Secondo gli studi clinici effettuati dalla Regione, però, per ottenere un valido risultato nel breve e medio termine la strategia più adatta dovrebbe riguardare non la sola coorte delle undicenni, ma almeno 3 coorti ovvero 11 anni, 17 anni e 24 anni. Per le altre regioni invece si parla di un avvio delle campagne di vaccinazione a gennaio 2008.

“Mi auguro – aggiunge Cristelli - che nell’immediato futuro, anche prima dell’inizio del 2008, ci siano altre regioni italiane che seguiranno questo esempio. Sarebbe un bel traguardo per l’Italia soprattutto in previsione del fatto che il 20 settembre prossimo cadrà l’anniversario di Gardasil e della sua approvazione per l’immissione in commercio in Europa. I nostri sforzi – conclude l’Ad – sono orientati a far sì che venga approvata una riduzione del prezzo al pubblico del vaccino affinché un numero sempre più ampio di donne abbia accesso a questo importante strumento di prevenzione per la loro salute”.

Alzheimer: una cura nel curry

Dal curry, tipico alimento indiano, una cura contro il morbo di Alzheimer. L'equipe di John Cashman, direttore dell'Istituto di Ricerca BioMolecolare Umana (HBRI) a San Diego, ha scoperto che il composto attivo delle spezie presente nel curry, attiva il sistema immunitario contro le placche che devastano il cervello dei malati. La molecola, bisdemetossicurcumina', è il principio attivo dei curcuminoidi, sostanze naturali presenti nella radice della curcuma da cui si estraggono gli ingredienti per preparare il curry.

Il morbo di Alzheimer è una demenza progressiva invalidante senile. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer.

La malattia o morbo di Alzheimer è oggi definito come quel «processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale». In Italia ne soffrono circa 500 mila persone, nel mondo 18 milioni, con una netta prevalenza di donne.

Definita anche "demenza di Alzheimer", viene appunto catalogata tra le demenze essendo un deterioramento cognitivo cronico progressivo.

Le persone affette iniziano dimenticandosi piccole cose, poi mano a mano le dimenticanze aumentano e la perdita della memoria arriva anche a cancellare i parenti e le persone care. Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la comparsa della malattia.

Col progredire della malattia le persone non solo dimenticano, ma perdono la capacità di parlare e di muoversi autonomamente necessitando anche di continua assistenza personale.

La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte.

Nel 1901, il dottor Alois Alzheimer, uno psichiatra tedesco, intervistò una sua paziente, la signora Auguste D., di 51 anni. Le mostrò parecchi oggetti e successivamente le chiese che cosa le era stato indicato. Lei non poteva però ricordarsi. Inizialmente registrò il suo comportamento come "disordine da amnesia di scrittura", ma la sig.ra Auguste D. fu la prima paziente a cui venne diagnosticata la malattia di Alzheimer.

Dall' analisi post-mortem di tessuti cerebrali di pazienti affetti da Alzheimer, si è potuto riscontrare un accumulo extracellulare di una proteina, chiamata beta-amiloide. Nei soggetti sani la beta-amiloide viene prodotta dalla APP (proteina progenitrice dell' amiloide) in una reazione biologica catalizzata dall'alfa-secretasi che produce una beta-amiloide costituita da 40 ammioacidi. Per motivi non totalmente chiariti, nei soggetti malati l'enzima che interviene sull' APP non è l'alfa-secretasi, bensì una sua variante, la beta-secretasi che porta alla produzione di una beta-amiloide anomala, costituita da 42 amminoacidi invece che 40. Tale beta amiloide non presenta le caratteristiche biologiche della forma naturale, e tende a depositarsi in aggregati extracellulari sulla membrana dei neuroni.

Tali placche neuronali innescano un processo infiammatorio che richiama macrofagi e neutrofili i quali produrranno citochine, interleuchine e TNF alfa che danneggiano irreversibilmente i neuroni. Ulteriori studi mettono in evidenza che nei malati di Alzheimer interviene un ulteriore meccanismo patologico: all'interno dei neuroni, una proteina tau, fosforilata in maniera anomala, si accumula in aggregati neurofibrillari. I neuroni particolarmente colpiti dal processo patologico sono quelli colinergici e in particolare le zone cerebrali più interessate sono le aree corticali,sottocorticali e tra queste ultime le aree ippocampali.In particolare l' ippocampo interviene nell' apprendimento e nei processi di memorizzazione. La distruzione dei neuroni di queste zone è la causa della perdita di memoria dei malati.

venerdì 13 luglio 2007

AIDS, la disinformazione dilaga tra i giovani

“L’Aids? Si trasmette anche con un bacio profondo”: ne sono erroneamente convinti due giovani su cinque. Mentre uno su cinque crede che dall’Aids si guarisca o che esista già un vaccino in grado di proteggere dall’infezione. Questi alcuni degli sconcertanti risultati che emergono dal grande gioco-sondaggio “The Safe City”, promosso dall’Anlaids Lazio in collaborazione con l’Anlaids nazionale.

“Da anni lanciamo l’allarme sulla scarsa consapevolezza dei pericoli dell’Aids da parte dei nostri connazionali", sottolinea Fernando Aiuti, presidente dell’Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids, "e i dati che emergono da questa iniziativa confermano le nostre preoccupazioni”.

“Il 22 per cento crede che sia disponibile un vaccino per prevenire l’infezione e il 18 per cento dei giocatori è convinto che dall’Aids si guarisca", spiega Massimo Ghenzer, presidente di Anlaids Lazio, "ma è sulle modalità di trasmissione del virus che si registrano i risultati più eclatanti: per uno su dieci (11 per cento) la pillola anticoncezionale è in grado di prevenire il contagio e addirittura il 41 per cento sostiene che è sufficiente un bacio profondo per rischiare l’infezione. Anche sui reali pericoli del sesso orale le idee sono decisamente poco chiare: solo il 36 per cento degli under 25 risponde correttamente contro il 44 per cento degli adulti. Inoltre il 14 per cento ritiene erroneamente che sia possibile eseguire il test in farmacia e il 13 per cento che si possa riconoscere una persona sieropositiva solo in base al suo aspetto fisico. Infine, per uno su dieci i casi di Aids nel mondo stanno diminuendo”.

“Gravissima la disinformazione sulle modalità di trasmissione del virus", denuncia Fernando Aiuti, presidente nazionale dell’Anlaids, associazione che dal 1985 lotta contro l’Aids. "Questo è un segnale sconcertante, dopo oltre venticinque anni dalla comparsa dell’Hiv. Devono far riflettere anche le conoscenze sbagliate riguardo la reale gravità della malattia e la possibilità di guarigione: le terapie oggi disponibili assicurano alle persone sieropositive un’aspettativa di vita sicuramente più lunga rispetto a quella di dieci anni fa, ma non esiste alcuna cura definitiva contro l’Aids. È necessario quindi che il ministero della Salute e le associazioni riprendano le campagne di informazione e prevenzione, anche alla luce delle attuali conoscenze sulle modificazioni epidemiologiche registrate in Italia negli ultimi anni. In particolare: la ripresa dell’infezione da Hiv tra gli omosessuali; l’aumento dei casi nelle donne per via eterosessuale e negli immigrati; l’aumento delle malattie sessualmente trasmesse, in particolar modo la sifilide. Ricordando infine la maggiore sicurezza e attendibilità del test Hiv”.

Un robot per abbattere il muro dell'autismo

Dietro alle palpebre mobili nasconde due telecamere, che monitorano il comportamento dell'interlocutore; i movimenti del collo sono accompagnati da ronzii meccanici; la pelle del viso in silicone si deforma in sorrisi ed assume espressioni vivaci di sorpresa, di curiosità. KASPAR (acronimo di Kinesics and Synchronisation in Personal Assistant Robotics), segnala Wired, è un bambino robot sviluppato nell'ambito del progetto europeo Interactive Robotic Social Mediators as Companions (IROMEC): promette di incoraggiare le interazioni sociali nei soggetti autistici, isolati da una scarsa consapevolezza della propria persona e dei propri sentimenti. Una realtà che si riflette negli atteggiamenti assunti con altri, dei quali il bambino autistico fatica a comprendere l'espressività multimodale, ricca di informazioni complesse da decodificare.

Al pari di "protesi software" per facilitare la comunicazione, al pari del sensore emotivo sviluppato dal MIT, KASPAR si comporta come un compagno di allenamento sensoriale e comunicativo. Il robot formato bambino, che incuriosisce ed affascina proprio perché si propone dichiaratamente come macchina, tenta di schiudere alla socialità e alla cooperazione il gioco solitario e stereotipato dei bambini autistici, trasmettendo loro informazioni attraverso una gestualità accentuata e semplificata, più comprensibile rispetto a quella dei compagni di gioco umani.

Il bimborobot dell'IROMEC, in cui si sono investiti oltre tre milioni di euro, è strettamente imparentato con i suoi predecessori dell'Autonomous mobile Robot as a Remedial tool for Autistic children (AuRoRA): erano macchine semplici o con poche possibilità di movimento, accettate dai bambini, e capaci di incoraggiare l'imitazione e l'interazione basata su ruoli in un contesto ludico. Per questo motivo si è pensato di sviluppare una macchina più complessa, per stimolare lo sviluppo psico-affettivo del bambino attraverso la possibilità di interagire in maniera più varia e completa, ha spiegato il dottor Ben Robins, membro del team Adapive Systems Research Group presso l'Università dell'Hertfordshire.

I bambini, illustra un video BBC, vengono invitati a ripetere i movimenti del robot, un semplice gioco mimetico che li alleni a concentrare l'attenzione su qualcosa di esterno a loro, il primo passo per cominciare ad abbattere il muro che impedisce al bambino di relazionarsi con gli altri. Questo processo, però, è tutt'altro che lineare: le persone affette da autismo, spiega uno psichiatra intervistato da Wired, si dimostrano rigide nella generalizzazione e nell'applicare a situazioni reali quanto apprendono.

I ricercatori inoltre, riporta Computerworld, spingono i bambini a guidare l'espressività del robot con una sorta di telecomando, per fargli assumere gli atteggiamenti più disparati, riprodotti poi dal ricercatore che li affianca. KASPAR agisce in questo caso da mediatore per il contatto umano, rappresenta un'occasione per stabilire delle relazioni con persone reali.

Affidabilità e prevedibilità: sono questi i due pilastri su cui costruire una relazione con un bambino autistico, trasmettendogli tranquillità, senza confonderlo con stimoli confusionari e complessi da gestire ed interpretare. KASPAR consente di proporsi al bambino con un approccio morbido e graduale, che lo stimoli ad imparare l'alfabeto dell'espressività e a costruire una relazione con il mondo che lo circonda.

mercoledì 11 luglio 2007

Allergie: Nuove pillole anti graminacee, 45 mln malati

È quanto emerso dal XXVI Congress of the European Academy of Allergology and Clinical Immunology di Gotheborg (Svezia) sulle allergie di cui un posto rilevante è tenuto dalle graminacee. Questa allergia si può manifestare come rinite allergica o addirittura asma allergico con impatto sulla qualità della vita percepito come particolarmente ‘disabilitante’.

Per far fronte a questa condizione cronica, che se non trattata può progredire in asma e nuove allergie, sta prendendo forma ora una nuova opzione terapeutica: la desensibilizzazione con compresse sublinguali. “Le compresse rappresentano un’innovazione nell’immunoterapia specifica in quanto saranno disponibili in forma di preparati farmacologici, invece che di medicamenti personalizzati — spiega l’immunologo Alessandro Fiocchi — Le compresse offrono, insomma, l’opportunità di estendere la ITS oltre il campo specialistico delle allergie”.

Le nuove compresse sublinguali saranno messe in commercio (in autunno) prima in Germania e poi in Italia. Nel corso del Congresso Europeo di Goteborg sono stati resi noti i risultati di uno studio randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, di fase IIb/III in 42 centri di 10 nazioni europee, su un totale di 628 pazienti. Lo studio ha confermato lÂ’efficacia, dalla prima stagione dei pollini in poi, e la dose ottimale di una compressa sublinguale contenente una miscela di graminacee. Il punteggio dei sintomi di rinocongiuntivite (RTSS), che rappresentava l’endpoint primario dello studio, ha mostrato una riduzione della sintomatologia del 37%.

Cirrosi epatica, una conseguenza di epatite C o B

Secondo una recente indagine il nemico numero uno del fegato non è l'alcol ma l'epatite virale C e B. I dati diffusi dall'associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf) mostrano come la cirrosi epatica, una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura e delle funzioni del fegato, non è sempre una conseguenza dell'alcol ma in quasi due casi su tre è la conseguenza di un'epatite virale.

Il dr. Francesco Salerno dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), responsabile della Divisione di Medicina Interna dell'Ospedale di San Donato (Milano), spiega che se si escludono alcune Regioni come le tre Venezie, dove l'epatopatia da alcool è più diffusa, in Italia le epatiti virali B e C sono globalmente responsabili di quasi il 60 per cento delle patologie epatiche croniche, una percentuale molto più alta rispetto ai casi legati all'abuso di alcol che si attesta intorno al 20 per cento e altre percentuali molto modeste, anche se in aumento, che mettono in relazione la malattia del fegato ad un danno metabolico causato da obesità o diabete.

Salerno evidenza quindi che le persone colpite da un'epatite virale sono più a rischio di cirrosi, inoltre, si potrebbero avere delle conseguenze più gravi. In questi casi, la prognosi è più delicata e bisogna essere in grado di valutare chi ha le migliori possibilità di rispondere efficacemente alle terapie disponibili.

La cirrosi epatica è una malattia cronica tutt'altro che rara che colpisce principalmente fra i 40 e i 60 anni, nel nostro paese sono almeno un milione le persone che ne sono affette. La malattia ha un andamento lento ma progressivo. In un primo tempo le cellule epatiche danneggiate vengono sostituite da tessuto cicatriziale. Tale degenerazione viene definita fibrosi. Ne consegue un'alterazione del flusso sanguigno intraepatico. In questo modo il fegato è impedito nello svolgimento delle sue funzioni. Nel tre per cento dei pazienti la cirrosi epatica evolve verso il cancro del fegato, con una sola via d'uscita: il trapianto. Gli esperti evidenziano però che sapere realmente quante sono le persone affette da questa malattia non è facile, in molti casi per un lungo periodo non si riscontrano sintomi evidenti e non è raro che la cirrosi venga diagnosticata solo per caso durante un esame di routine.

Qualora si superi un determinata soglia di danno epatico la cirrosi presenta effetti evidenti, una fase in cui può comparire una delle complicazione più temute della malattia: l'emorragia esofagea, provocata dalla rottura delle varici che vi si sono formate. Questa complicazione si presenta solitamente in quei pazienti che non hanno ricevuto alcuna terapia per prevenire questa eventualità in quanto ignari di esserne affetti. Salerno spiega che spesso, anche in presenza di una gastroscopia positiva per presenza di varici esofagee, il medico non prende iniziative profilattiche o se lo fa, prescrive spesso una posologia insufficiente. Inoltre non sono rari i casi in cui i pazienti, se non guidati ad assumere regolarmente la terapia, piano piano la abbandonano di propria iniziativa.

martedì 10 luglio 2007

Forno a microonde: meglio stargli alla larga?

Guardare i cibi ruotare all’interno del forno a microonde mentre si riscaldano è un esercizio ipnotico per alcuni, non a caso il segnale vocale del timer prima che ricordare che il pranzo è pronto sveglia dal torpore o dallo stato di estraniamento raggiunto.

Non tutti guardano con tanta sufficienza un elettrodomestico che è, pur sempre, una fonte di emissione di onde elettromagnetica della frequenza di circa un giga hertz; qualcuno avrà sicuramente pensato che potrebbe essere pericoloso stare troppo vicini a questa fonte di emissione.

Una risoluzione al dilemma viene da una verifica condotta dai Center fo Devices and Radiological Health, una unità della Food and Drug Administration, l’ente che vigila negli Usa sull’efficacia e la sicurezza di cibi e farmaci: le onde elettromagnetiche provenienti dal forno a microonde non sono pericolose per la salute.

Seguendo le regole delle certificazioni per il controllo di qualità, da tempo ogni forno a microonde che viene immesso sul mercato deve superare il controllo che consiste nella verifica che l’elettrodomestico non diffonda più di cinque milliwatt per centimetro quadrato di radiazione a cinque centimetri di distanza.

Per avere un’idea della quantità di radiazione si pensi che il cellulare raggiunge una potenza 1.6 watt durante le conversazioni e, nonostante i molti studi in proposito, la pericolosità delle onde emesse dal telefonino è ancora dibattuta. Fonte: O’Connor A. The claim: people shouldn’t stand too close to a microwave.