giovedì 26 luglio 2007

Il medico della Sampdoria salva la vita a un turista

Dai ritiri delle squadre di calcio di serie A non arrivano solo storie di diatribe contrattuali o gossip sull'ennesimo flirt, ma anche storie come quella di Amedeo Baldari, dal 1984 medico della Sampdoria, che come racconta il quotidiano Gazzetta dello Sport ha salvato la vita di un turista con un tempestivo intervento notturno.

"Corri qui. C'è un uomo per terra". Ecco la richiesta d'aiuto giunta per telefono a Baldari la notte del 24 luglio. Una corsa dall'albergo Catinaccio, che ospita il ritiro blucerchiato, questione di un minuto. "Ho portato con me la borsa, e all'arrivo in hotel", racconta il medico sampdoriano, "mi sono trovato davanti quest'uomo steso a terra, del quale in realtà si sapeva ben poco. Non era ospite in quell'hotel, dove si era recato per fare visita a un paio di conoscenti. L'uomo era svenuto, aveva pressione e cuore stabili, ma un'intensa sudorazione e non rispondeva agli stimoli. C'era stato un abbassamento improvviso della glicemia, tipico delle persone che soffrono di diabete. Gli abbiamo fatto uno stick glicemico, che ha confermato la situazione". "Gli abbiamo iniettato del glucosio in vena, mentre all'arrivo dell'ambulanza del 118 è stato somministrato dell'ossigeno all'uomo, stabilizzato sul posto". Poi il trasferimento in ospedale a Cavalese per accertamenti.

Baldari non è nuovo alla soluzione di situazioni a rischio: anni fa ha salvato un allenatore degli Allievi della Sampdoria colpito da ictus in panchina durante una partita, ed è ancora viva la memoria negli appassionati di calcio di quella Sampdoria-Torino 1-2 di Coppa Italia durante la quale il medico, accortosi dalla panchina che Flachi era svenuto in seguito a uno scontro di gioco prima ancora che l'attaccante cadesse a terra, entrò in campo a perdifiato mentre il gioco era ancora in corso, evitando guai peggiori.

Ultime Notizie

Tv digitale in tutta l’isola

Un salto da Tiscali, nel quartier generale di “Sa Illetta”, prima di spiegare il digitale che verrà al popolo di addetti ai lavori che l’attendeva, con impazienza, a palazzo Regio per il convegno organizzato da Fnsi (c’era il presidente Fraco Siddi), Assostampa sarda (Francesco Birocchi) e Usigrai, alla presenza dell’Ordine dei giornalisti (rappresentato dal presidente Filippo Peretti).

Atterrato a Cagliari con tre quarti d’ora di ritardo, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha voluto mantenere la parola con il management dell’internet provider cagliaritano che l’aveva espressamente invitato, proprio nel giorno in cui si apprende che la Deutsche Bank possiede il 2,092 per cento della società guidata fino al 2004 da Renato Soru. Il quale non è voluto mancare al rendez vous con un ministro “amico” per comunicargli la sua intenzione di dar vita a una Rai regionale.

Quindi, il messaggio rassicurante, indirizzato ai sardi: tranquilli, il passaggio completo dalla televisione analogica a quella digitale in Sardegna avverrà nel marzo 2008. Secondo il ministro il bilancio della sperimentazione «è fondamentalmente positivo e spinge ad andare avanti in Sardegna e nel resto d’Italia». Gentiloni ha anche auspicato che nella tv digitale possano confluire nuovi contenuti. «Il governo farà la sua parte con risorse aggiuntive - ha sottolineato - ma c’è bisogno di nuovi programmi da parte degli editori, perchè l’attrazione della tv digitale dipende dal fatto che ci si sposta in un mondo televisivo che propone un’offerta migliore: più programmi, più informazione e più fiction».

Il ministro ha anche fornito i dati degli ultimi quattro mesi sulla diffusione del digitale.

Se a livello nazionale la percentuale di persone che seguono la tv attraverso il digitale terrestre è quantificabile tra i il 2 e 3 per cento, l’area di Cagliari ha raggiunto un tasso di copertura del 45%. Le persone che, invece, seguono la tv attraverso piattaforme digitali «quali che siano, per esempio in satellitare», raggiungono la percentuale del 17% in Italia, tasso che sale al 54-55% nell’area di Cagliari e del 62-63% in Valle d’Aosta, altra regione scelta insieme alla Sardegna per la sperimentazione del digitale.

Eccolo, Soru, al quale piacerebbe da morire diventare editore. Secondo il governatore, «la Regione non investirà né sulla interattività a 56k del digitale terrestre né sul consorzio Sardegna digitale». Soru ha auspicato che la Sardegna possa disporre una «propria Rai regionale» su cui vigilino 50 “saggi” per il diritto all’accesso e l’imparzialità dell’informazione. Un contratto di servizio, magari definito con una legge regionale a cui si aggiungerebbe un canale aggiuntivo a disposizione della Regione per garantire l’accesso alle informazioni istituzionali.

«Non penso a un canale in mano alla politica - ha spiegato Soru - ma non in mano agli editori e non in conflitto con la televisione locale». Si tratterebbe in sostanza di una integrazione alla comunicazione istituzionale che oggi passa attraverso il sito della Regione Sardegna, visitato ogni giorno, secondo i dati forniti dalla stesso Renato Soru da settantamila utenti unici.

A questo proposito il governatore ha anche auspicato che le frequenze possano essere liberate a favore della Regione, dello Stato e del sistema pubblico per poter trasmettere gratuitamente le informazioni.

«La Regione - ha concluso il presidente - non ha interesse che quelle stesse informazioni che si trovano sul sito possano essere veicolate attraverso una rete chiusa e magari a pagamento».

Il boom dei conti online

Gli italiani usano sempre di più la banca "on line", anche se i conti "internet" in Italia continuano ad essere troppo cari, nonostante una riduzione dei suoi costi negli ultimi anni. È la fotografia del periodico rapporto di KPMG Advisory, giunto alla sua 14* edizione, che analizza su base semestrale l’evoluzione della finanza elettronica nel nostro Paese.

I risultati dello studio indicano che nel secondo semestre 2006 erano oltre 10 milioni i conti on line, di cui circa 3,4 milioni effettivamente utilizzati.

È quindi ancora elevato il numero di conti sottoscritti ma ancora inattivi, ma allo stesso tempo tende ad ampliarsi la base dei nuovi clienti che iniziano ad utilizzare l’e-Banking: nei primi sei mesi del 2006, infatti, sono state circa 300.000 le persone che hanno «sperimentato» i servizi finanziari via web per la prima volta.

L’incidenza dei conti "on line" sul totale dei conti correnti del sistema bancario italiano (pari a circa 37 milioni di conti) si aggira intorno al 27%. Nel secondo semestre dello scorso anno sono state portate a termine circa 44 milioni di operazioni bancarie on line. Internet è sempre di più un’alternativa rispetto allo sportello tradizionale: la clientela ha realizzato on line circa 24 milioni di operazioni di tipo bancario, con un incremento del 13% rispetto al periodo precedente.

Si tratta prevalentemente di pagamenti e bonifici (15 milioni), ricariche di cellulari e carte pre-pagate (8,6 milioni) ma anche pagamenti di tasse e imposte. La parte rimanente dell’operatività fa riferimento all’attività di trading on line, che con circa 20 milioni di eseguiti corrisponde ormai a più del 26% dell’intera attività di intermediazione di Borsa Italiana. Per Anna Ponziani, responsabile Ufficio Studi KPMG Advisory e curatrice del rapporto «In una fase caratterizzata da operazioni di concentrazione e d’internazionalizzazione del sistema bancario italiano sarà interessante capire quali leve saranno utilizzate dalle banche per aumentare la penetrazione della finanza on line nel nostro Paese, nella consapevolezza che questo canale permette di ridurre sensibilmente la loro struttura di costo».

Lo studio confronta anche il costo medio di un canone annuo per il conto/accesso on line in Italia rispetto ad altri paesi europei: nonostante nel nostro Paese negli ultimi due anni si sia assistito ad una notevole riduzione dell’importo medio del canone (sceso da 42 a circa 31 euro), in Italia il costo medio di un conto on line, continua ad essere più elevato rispetto alla Spagna (in media 21 euro), alla Francia (20 euro), al Regno Unito e all’Olanda, dove l’uso del conto on line normalmente è addirittura gratuito. Lo studio fornisce anche delle stime in merito ai risultati ottenuti dall’e-Banking nella riduzione dell’operatività allo sportello: con il progressivo utilizzo del canale internet l’operatività allo sportello tradizionale per quanto concerne bonifici e altri pagamenti si è ridotta del 30%; ancora più rilevante l’impatto nella compravendita di titoli, in cui il coinvolgimento dello sportello è diminuito del 40%.

Secondo il rapporto, infine, i primi cinque gruppi bancari italiani (BancoPosta, Capitalia, Intesa, SanPaolo e Unicredit) detengono quasi il 60% delle quote di mercato dell’e-Banking nel nostro Paese.

mercoledì 25 luglio 2007

Thanko, orologio e Mp3, spinge la tecnologia ai limiti

Grazie, Thanko, per aver spinto la tecnologia, ancora una volta, ai limiti. In questo caso il nome è più appropriato che mai, poichè l'FMP3 (sintonizzatore FM e lettore Mp3) è, udite udite... un orologio, un normalissimo orologio da polso.

Nonostante le sembianze da comune orologio al primo sguardo, Thanko è invece un lettore Mp3 con l'opzione di registrazione vocale, grazie al microfono integrato, e di registratore line-in. Dispone inoltre di sintonizzatore radio FM e trasmette senza fili la musica all'autoradio. E non solo.

Come un "normalissimo" lettore Mp3, si connette al computer, dal quale si possono trasferire i brani che ci interessano e archiviare nella memoria flash interna anche files di altri formati, come fosse una chiavetta di archiviazione di massa.

Con batterie ricaricabili agli ioni di litio che gli garantiscono una durata di 9 ore di riproduzione (3 quando il trasmettitore è in funzione), supporta i formati Mp3, Wma e Wav (quest'ultimo per la registrazione vocale) ed è disponibile nelle versioni da 512 MB, 1 GB e 2 GB, rispettivamente al prezzo di 107, 140 e 165 dollari americani.

Timex ha pronto l'orologio per controllare l'iPod

Piacerà agli sportivi il prossimo orologio della Timex: iControl - questo dovrebbe essere il nome - permette di controllare le funzioni di base di un iPod attraverso un ricevitore wireless da collegare al connettore per il dock.

Il raggio di copertura è di circa tre metri, anche a seconda della carica della batteria dell'iPod dato che è il media player ad alimentare il ricevitore wireless.

L'orologio è stato approvato dalla FCC statunitense come dispositivo wireless, non si sa quando sarà in commercio. La foto riportata in alto è quella dello schermo dell'orologio: notate la piccola icona dell'iPod sulla sinistra.

Grave bug nell'iPhone a rischio la sicurezza

Se non altro, adesso la Independent Security Evaluators è diventata famosa: il New York Times ha pubblicato oggi la notizia che gli esperti della ditta americana sono riusciti a violare le difese dell’iPhone. Questo non significa – per ora – che sia possibile utilizzare anche in Italia l’ibrido iPod-cellulare di Apple oltre che come costoso e superavanzato lettore di file multimediali.

Ma apre uno scenario forse ancora più preoccupante per Cupertino: pare, infatti, che attraverso alcune istruzioni contenute in una pagina web, la società di Baltimora sia riuscita ad accedere ai file interni dell’iPhone, che contengono la rubrica indirizzi, l’archivio dei messaggi e delle e-mail, forse anche le password dei siti internet. Non meno grave sarebbe un’altra falla scoperta da Charles Miller, Joshua Mason e Jake Honoroff, che permetterebbe di controllare completamente l’iPhone usando una connessione wi-fi. Sarebbe addirittura possibile affettuare telefonate all’insaputa del possessore, ad esempio per spiarlo o per far arrivare più telefonate ad una linea a pagamento.

Il resoconto del lavoro dell’Ise è su una pagine web, ma i dettagli saranno svelati solo il 2 agosto prossimo a Las Vegas, nell’ambito della BlackHat Conference, un incontro dedicato alle problematiche di sicurezza. Per ora sono stati comunicati ad Apple, che avrà così il tempo di trovare delle patch appropriate. "La nostra azienda considera molto seriamente questi problemi - ha dichiarato un portavoce della società di Steve Jobs. “Stiamo analizzando le informazioni in nostro possesso. Le comunicazioni su come aumentare la sicurezza sono sempre benvenute".

Il Primo "Campionato di Poker Uomo-Macchina" Comincia Oggi

In quello che è stato pubblicizzato come il "Primo Campionato di Poker Uomo-Macchina", Phil Laak e Ali Eslami giocheranno per denaro reale contro Polaris, un computer programmato per giocare a poker e sviluppato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Alberta. La partita si gioca il 23 e 24 luglio all'Hyatt Recency Hotel di Vancouver in Canada come parte dell'annuale meeting della Association for the Advancement of Artificial Intelligence (AAAI) [Associazione per il progresso dell'intelligenza artificiale].

Il formato deciso è quello dell'hold 'em con limiti fissi. Laak ed Eslami giocheranno ognuno quattro differenti sessioni da 500 mani contro Polaris, due lunedì e due martedì. Al fine di TonyG Poker minimizzare la fortuna dovuta alla distribuzione delle carte, ogni sessione sarà predisposta come un "duplicate match". Pertanto, le carte che Laak riceverà saranno esattamente identiche a quelle che saranno date a Polaris quando giocherà contro Eslami, mentre le carte di Eslami saranno le stesse che verranno date al programma quando giocherà contro Laak. Le carte comuni saranno allo stesso modo identiche.

La coppia di professionisti giocherà simultaneamente in sale separate contro due copie del programma Polaris e pertanto i due non avranno la possibilità di comunicare con nessuno per tutto lo svolgimento della gara. Allo stesso modo, le due copie di Polaris saranno isolate in modo da non poter "comunicare" tra loro.

Alla fine di ogni sessione, le chips guadagnate dai due giocatori umani saranno trascritte, sommate e comparate a quelle vinte in totale dalle due copie di Polaris. Se Laak e Eslami assieme riusciranno ad accumulare un margine di vantaggio pari o superiore a 25 "small bet" rispetto a Polaris in una sessione, loro si divideranno $5'000. Se una sessione terminerà con o gli umani o Polaris vincenti per meno di 25 small bet, la sessione sarà dichiarata "pareggio statistico" e Laak ed Eslami vinceranno nel complesso $2'500. Se Laak ed Eslami riusciranno a vincere tutte Quattro le sessioni con un margine maggiore o uguale alle 25 small bet, si potranno dividere un premio da $50'000.

Non sarà questa la prima volta in cui Laak dovrà rappresentare la razza umana contro un computer in un test di abilità pokeristica. Nel luglio 2005, il Golden Palace ha sponsorizzato il World Poker Robot Championship nel quale sei diversi team di programmatori si sono sfidati per $100'000 ed il diritto di affrontare Laak. Il programma vincente, Poker Probot, realizzato dall'ingegnere informatico Hilton Givens, era riuscito ad imporsi, in una partita amichevole, anche su un prototipo sviluppato proprio dall'Università di Alberta. Poker Probot ha quindi affrontato Laak in una gara tenutasi al Binion's Horseshoe Casino. Sostenuto da un pubblico di tifosi che gridava "umani, umani", Laak ha sconfitto Poker Probot in una battaglia durata tre ore ed oltre 300 mani.

Nel luglio 2006, il gruppo di Alberta si è ripresentato e questa volta per vincere la prima gara di programmi di poker della AAAI a Boston durante il meeting annuale dell'associazione. Il team è guidato da Jonathan Schaeffer, direttore del Dipartimento di Scienze informatiche dell'Università di Alberta.

Schaeffer è meglio noto per aver progettato Chinook, un programma in grado di giocare a dama che vanta il titolo di primo software in grado di sfidare i migliori giocatori di dama al mondo nei primi anni '90. Dopo18 anni dedicati allo sviluppo, il team di Alberta ha annunciate solo lo scorso giovedì di aver alla fine "risolto" il segreto del gioco, intendendo dire di aver creato il programma perfetto in grado di prendere sempre la decisione migliore in ogni situazione. Questo risultato è stato raggiunto dopo che centinaia di computer sono stati impiegati per analizzare 500 miliardi di possibili combinazioni delle carte comuni.

Con questo i ricercatori credono di aver "risolto" il poker? O almeno il Texas Hold 'em con limiti fissi? Il gruppo afferma che "l'obbiettivo generale di questa ricerca sull'intelligenza artificiale è apprendere come gestire un problema di calcolo che comporta incertezza ed informazioni imperfette". Loro hanno comunque aggiunto che un "obbiettivo specifico potrebbe essere quello di produrre un programma per il poker più forte di qualunque giocatore umano."

La partita di poker di questa settimana ricorda anche il più noto "Deep Blue" della IBM che ha sfidato e sconfitto il campione mondiale Garry Kasparov nel 1997. A differenza degli scacchi o della dama, il poker è un gioco di informazioni incomplete che presenta pertanto un diverso e più complesso problema per i ricercatori.

"La differenza è che gli scacchi sono un gioco di conoscenza perfetta, non essendoci alcunché nascosto ai giocatori" dice Schaeffer. "Nel poker non si possono vedere le carte dell'avversario e non si può sapere quali carte saranno distribuite. Questo rende il poker una sfida molto più difficile per i programmatori in una prospettiva di intelligenza artificiale."

Sarà in grado Polaris di sconfiggere gli avversari umani? Schaeffer crede di sì. Come gli umani, Polaris "apprende, si adatta e sfrutta le debolezze di qualsiasi avversario. Il nuovo programma che giocherà contro Phil ed Ali dovrebbe essere considerato molto superiore ai precedenti bot," dice Schaeffer. "Quanto meno, non crediamo possibile che possa essere messo in ridicolo".

Le sessioni sono in programma da mezzogiorno alle 18.00 (PDT) di oggi e domani. Aggiornamenti in diretta saranno inseriti sul forum dell'Università di Alberta (cs.ualberta.ca). La cronologia delle mani sarà ugualmente resa disponibile sullo stesso sito a giochi conclusi.